Progetto pilota per anziani in perdita di autosufficienza
Le proposte del Don Vecchi alla regione
Progetto pilota per l'accudienza degli anziani di modeste condizioni
economiche e in perdita di autonomia, da attuarsi in collaborazione con
l'Assessorato Politiche Sociali della Regione Veneto.
Dichiarazione di intenti
- La Fondazione, come prevede il suo statuto, intende offrire agli
anziani poveri un alloggio protetto con la fruibilità di spazi
comuni.
Attualmente la Fondazione gestisce 300 di questi alloggi.
- La Fondazione privilegia in maniera determinante gli anziani in
condizioni di indigenza o quelli, che pur godendo di un reddito meno
modesto, hanno bisogno di un alloggio protetto.
- La Fondazione intende che il titolare dell'alloggio sia totalmente
autonomo nella gestione della propria vita e del proprio alloggio
perché possa godere il più possibile e il più a lungo
di questa autonomia.
- La Fondazione si impegna a coinvolgere, in primis, i familiari
nell'assistenza degli anziani e di utilizzare al massimo l'apporto del
volontariato.
- La Fondazione richiede agli anziani che fruiscono come reddito solo
della pensione sociale di euro 580,00 solamente il rimborso dei costi
condominiali (calcolati in millesimi sulla superficie del proprio alloggio)
e delle utenze, calcolate relativamente ai loro consumi rilevati.
- La Fondazione richiede un contributo di solidarietà
proporzionale e progressivo in relazione ai redditi accertati e provenienti
per qualsiasi motivo a chi supera la pensione sociale; contributo richiesto
per rendere possibile la gestione della struttura e per sviluppare l'opera
e per creare una cultura di solidarietà, che ritiene assolutamente
necessaria per il buon andamento della nostra società.
- Rilevata la progressiva perdita di autosufficienza, ma non ancora tale
da richiedere l'accoglimento in una struttura per "non
autosufficienti", di un numero rilevante di residenti nei Centri Don Vecchi,
la Fondazione propone alla Regione di finanziare un servizio di supporto
alla persona e all'alloggio in relazione alla perdita di autonomia degli
anziani stessi.
- La Fondazione prospetta, in una relazione tecnica a parte, che fornisce
alla Regione, il numero di addetti che ritiene necessari per questa
accudienza e il costo relativo in rapporto ai contratti di lavoro vigenti,
riservandosi di rimodulare questa richiesta in relazione a un congruo
periodo di sperimentazione.
- La Fondazione intende avvalersi per quanto concerne gli aspetti
sanitari esclusivamente dei servizi offerti dalla ULSS del territorio.
Semmai verificherà l'opportunità di assumere
un'infermiera part-time per interventi particolari onde evitare difficili
spostamenti dell'utente nelle strutture sanitarie relative.
- La Fondazione chiede alla Regione l'apertura di un finanziamento
venticinquennale a tasso zero della consistenza adeguata all'acquisto del
terreno e per la costruzione della struttura.
- La Fondazione accetta la proposta della Regione dell'avvio di una
struttura di n°48 alloggi, dei quali 6 per coppie e n° 42 per
utenti singoli, ma ritiene che il punto d'arrivo dovrebbe essere di circa
90 per rendere possibile una gestione economica più facilmente
sostenibile.
- La Fondazione ritiene di avere già tra i residenti il numero di
anziani, in fase di perdita di autonomia, i quali, per motivi di carattere
finanziario non possono permettersi l'assunzione di un'accudiente e
perciò vivono in uno stato di disagio igienico, sia per la loro
persona che per i locali occupati.
- La Fondazione auspica che la Regione apra un tavolo di confronto con la
ULSS territoriale per mettere a punto delle soluzioni, che pur rispettando
totalmente la fornitura dei servizi previsti dalla legislazione vigente, li
adegui alla situazione particolare in cui vengono a trovarsi i cittadini
utenti di questi alloggi protetti e questo per un risparmio di tempo e di
energia da parte degli operatori sanitari della ULSS e per una
fruibilità più facile ed efficiente da parte degli utenti che
risiedono negli alloggi protetti gestiti dalla Fondazione.
- La Fondazione dichiara la sua profonda convinzione che il progetto
pilota di cui si intende dare avvio, sia quanto mai più adeguato
alle esigenze degli anziani parzialmente autonomi rispetto alle diverse
altre soluzioni offerte dalle strutture tradizionali, sia per la
dignità della persona, che per il recupero delle residue
potenzialità umane, per la serenità delle famiglie dalle
quali provengono gli anziani e soprattutto sia economicamente meno oneroso
per l'ente pubblico.
- La Fondazione in questa proposta si avvale dell'esperienza maturata in
più di quindici anni di gestione dei Centri Don Vecchi, esperienza
che dimostra il consenso entusiasta da parte dei residenti e delle relative
famiglie, del sostegno unanime da parte dell' opinione pubblica e nel
contempo può presentare anche a livello economico un bilancio
positivo ed una gestione sana e rigorosa.
- Infine la fondazione è disponibile ad ogni confronto ed apporto
di contributi e di suggerimenti sull'impostazione e gestione e dichiara che
verificherà sul campo il progetto, disponibile ad apportare quelle
modifiche che si renderanno necessarie o semplicemente opportune.